Ma la cartomanzia può stabilire delle rivelazioni?
Non entrerò in questo dibattito lasciando a ognuno di voi la propria convinzione in quanto alle rivelazioni. Voglio semplicemente mostrarvi gli eventuali fondamenti che potrebbero servire di base a queste “rivelazioni”.
Numerosi addetti della cartomanzia pretendono che tale o tale predizione si sia rivelata esatta. Come spiegare questo fenomeno?
Scarterò a priori la possibilità di pronostico della carte. Sembra in effetti che la più parte degli addetti contemporanei credono meno nel valore divinatorio della carta che in quello della cartomante o del cartomante.

le rivelazioni possono essere dovute all’intuito dell’operatore?
Non si può negare l’esistenza più o meno sviluppato dell’intuito in certe persone, ma questa facoltà si esprime generalmente in modo fugace e impreciso.
Inoltre l’intuizione probabilmente non consiste nel prevedere direttamente l’evento ma piuttosto a percepire l’intenzione di qualcuno di partecipare a l’evento. Catturando la volontà di commettere un azione, l’intuito permetterebbe di predire l’azione. Ma sappiamo quanto l’intenzione e il fatto siano spesso distanti.

Le rivelazioni possono essere dovute al senso psicologico dell’operatore?
Sembra evidente che il senso psicologico del/della cartomante gli permetta dopo una rapida analisi, un approccio della personalità e dei tratti del carattere del suo cliente.
Da lì la possibilità di spazzare un panorama del passato, del presente e dell’avvenire del consultante.
Panorama che si rivelerà alquanto più giusto che sarà espresso in termini generali.
Queste rivelazioni non sono naturalmente che delle probabilità stabilite
a partire dalla tipologia del consultante; si tradurranno il più spesso non con l’annuncio dell’evento ma con dei consigli dati a la persona che interroga.
E’ un aspetto positivo della cartomanzia? Forse ma ancora ci vorrebbe che il/la cartomante abbia un senso psicologico acuto e un certo valore morale!